#modemlab propone Engaged Young Citizens #Didamatica2014


Il gruppo di studio modemlab ha presentato, nell’ambito delle sezioni scientifiche in programma nel convegno Didamatica 2014 tenutosi a Napoli, Engaged Young Citizens un aggregatore di informazioni su attività e risorse sul tema della cittadinanza digitale.

[youtube=http://youtu.be/pXjg9mwQt9c]

La competenza digitale nella scuola

Progressivamente e costantemente la dimensione analogica e quella digitale si stanno fondendo e si influenzano reciprocamente. Tutte le competenze chiave hanno un evidente legame con la competenza digitale.

Nella scuola italiana, laboratorio di competenze che assume come orizzonte di riferimento verso cui tendere il quadro delle competenze-chiave per l’apprendimento permanente definite dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea (Raccomandazione del 18 dicembre 2006), la competenza digitale deve configurarsi come elemento centrale per “costruire la cittadinanza”.

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Un’attività didattica per nuovi cittadini digitali: MY WORLD

Come educare ad essere cittadini digitali?

Nulla di meglio che abbandonare la teoria e scendere in campo. L’e-partecipazione, l’esercizio della cittadinanza digitale è “azione”. Nell’esperienza formativa è indispensabile che i soggetti che apprendono divengano consapevoli delle potenzialità della tecnologia (in questo caso declinata come “comunicazione in rete”) quale mezzo per influenzare la realtà analogica.

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Un’attività di educazione alla cittadinanza digitale (che non richiede risorse, se non intellettuali naturalmente) può essere realizzata guidando gli allievi ad esprimere il loro voto, nell’ambito dell’iniziativa MY WORLD ed individuare le tematiche che essi ritengono prioritarie nella definizione della governance globale:

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Pronti a discutere di cittadinanza digitale nella scuola? 9 maggio 2014 DIDAMATICA

“Dalla competenza digitale alla cittadinanza digitale: esperienze di apprendimento” è il titolo dell’intervento (a cura di Sandra Troia, Leslie Cameron-Curry e Marco Pozzi www.modemlab.eu) inserito nell’ambito delle sessioni scientifiche previste nel programma delle attività della 28° edizione di Didamatica (Napoli 7, 8, 9 maggio 2014).

La presentazione del contribuito, disponibile in forma completa negli atti del convegno, sarà tenuta il 9 maggio alle ore 14,30 (Sessione 8 “Dalla competenza digitale alla cittadinanza digitale”).

Quali i temi toccati?

L’intervento propone “risposte operative” a due precisi quesiti:
in che modo la scuola può educare il cittadino digitale? Come la competenza digitale si declina in esercizio della cittadinanza digitale?

Pone l’accento sulla necessità di ripensare la progettazione didattica in una piena integrazione tra analogico e digitale finalizzata a formare “learner” cittadini (digitali) in grado di essere partner delle istituzioni.

I discenti, per divenire cittadini (digitali) devono essere guidati a conoscere e a sperimentare, gradualmente ed in modo adeguato al proprio livello di maturazione, i concetti di e-governance, e-democracy, e-government.

La dimensione digitale viene adoperata e valorizzata, nelle soluzioni suggerite, per incrementare il coinvolgimento attivo del soggetto nel processo formativo (engaging).

Image courtesy of basketman / FreeDigitalPhotos.net
Image courtesy of basketman / FreeDigitalPhotos.net

 

Engaging in on line citizenship come competenza digitale?

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“Webtrotter: il giro del mondo in 80 minuti” un concorso lanciato dall’AICA

Di che si tratta?
Una sfida alla tastiera rivolta agli studenti delle scuole superiori di tutta Italia, dedicata alla capacità di svolgere ricerche e ottenere nuove conoscenze utilizzando il web.

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fonte http://domino.aicanet.it/aica/ecdlcompetition.nsf

La gara, della durata di 80 minuti, si svolgerà online il 4 aprile prossimo e richiederà di mettere in campo competenze come:

a) saper individuare le parole chiave
b) saper usare i connettivi logici nelle stringhe di ricerca
c) saper valutare e scegliere un sito a partite dall’abstract
d) saper valutare le fonti
e) saper scegliere un dato in base al contesto
f) saper fare una ricerca per immagini
g) saper usare un traduttore
h) saper leggere le mappe di Google Maps o simili

 

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Sviluppare la competenza digitale per una cittadinanza attiva. Webinar per i docenti

Come sviluppare la competenza digitale per una cittadinanza attiva?

Questo il tema del webinar, organizzato dalla Pearson Academya cui è possibile partecipare gratuitamente il 26 marzo.

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Image courtesy of Ambro / FreeDigitalPhotos.net

Nel XXI secolo per un pieno esercizio della cittadinanza il possesso della competenza digitale risulta determinante; questo, in estrema sintesi, è uno degli input contenuti sia nella Strategia di Lisbona (del 2000) che nella Strategia Europa 2020 (del 2010).

La competenza digitale è la quarta delle otto competenze chiave per l’apprendimento permanente descritte nella Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006. Consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione ed è supportata da abilità di base nelle TIC.

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Educare alla cittadinanza europea: Incontri formativi per i docenti

La Rappresentanza della Commissione europea e l’Ufficio d’Informazione del Parlamento europeo in Italia organizzano due incontri di formazione per i docenti sul tema della cittadinanza europea.

 

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Perché?

Entrambi i momenti sono pensati e strutturati per dare alle scuole italiane l’opportunità di avvicinarsi maggiormente alle istituzioni europee e conoscere gli strumenti e i programmi dell’UE a disposizione dei docenti, degli studenti, dei giovani e dei futuri cittadini di domani.

 

Quando? Quali i temi trattati?

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Fare crescere nuovi cittadini digitali con una Pedagogia dei diritti

Il miglior modo per intervenire sul comportamento dei giovani nell’utilizzo dei media, […], richiede, […] la necessità di muoversi su una dimensione educativa che tenga conto da un lato dei loro bisogni affettivi, sociali, di riferimento, di conoscenza, ecc., e dall’altro dei loro diritti, primo fra tutti quello alla partecipazione ai sistemi di convivenza cui appartengono.
Media education: Modelli di intervento per gli enti locali. Linee Guida. Save the Children www.sicurinrete.it

La famiglia, la scuola, le istituzioni e tutta la società civile co-partecipano al compito di educare i minori a divenire cittadini digitali.

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Diritti dei minori e Pedagogia dei diritti: buone prassi

La scelta di partire dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (1989) e dall’impiego di una Pedagogia dei dirittiper realizzare esperienze di educazione alla cittadinanza digitale, operata nell’ambito del progetto “Giovani e Internet”  (2010)  è assolutamente condivisibile. Essa rappresenta un utile punto di partenza per progettare nuovi percorsi educativi dentro e fuori dalla scuola.

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MED: educazione sentimentale per prevenire e contrastare il cyberbullismo

L’Associazione Italiana per L’Educazione ai Media e alla Comunicazione (MED) ha redatto una “lettera aperta” per contribuire a migliorare il Codice di autoregolamentazione per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo.

La prima preoccupazione, secondo il MED, deve essere quella di capire e soprattutto definire cosa sia il cyberbullismo “non si può contrastare seriamente un fenomeno se non lo si definisce con precisione” .

Image courtesy of photostock / FreeDigitalPhotos.net
Image courtesy of photostock / FreeDigitalPhotos.net

Si porta inoltre l’attenzione sulla necessità di “educazione sentimentale nelle scuole”  da realizzarsi attraverso attività strutturate, la proposizione di esempi positivi e… ironia!

[…] bisogna saper parlare i linguaggi dei giovani, sdrammatizzare, entrare in sintonia con le nuove generazioni magari con una risata, farli riflettere su argomenti serissimi ma che dovrebbero anche essere fonte di felicità come il rapporto fra i sessi, magari attraverso linguaggi come canzoni, video e film portatori di messaggi intelligenti e che hanno sicuramente presa su un target adolescenziale e pre-adolescenziale […] 

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“AltriNoi”: quattro premi per gli studenti sui temi del dialogo, dell’inclusione e della cittadinanza

Gruppo Abele e Loescher Editore presentano “AltriNoi”.

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image courtesy of Paul Gooddy / FreeDigitalPhotos.net

Di cosa si tratta?

Un progetto per le scuole secondarie di primo e secondo grado che invita gli alunni al confronto e alla riflessione sul tema della convivenza con gli altri. Argomento che, dal dibattito sulle classi multietniche fino al fenomeno del bullismo, assume innumerevoli risvolti proprio tra le mura scolastiche.

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Codice di autoregolamentazione per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo: quali possibili integrazioni?

Docenti, genitori e studenti possono e-partecipare alla stesura del “Codice di Autoregolamentazione per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo” . La prima bozza, approvata l’8 gennaio, è ora disponibile on line per la consultazione pubblica e input dagli utenti del web. Dalle regole al dibattito Si tratta di un’occasione importante non solo per “fissare nuove regole” ma, anche, per informarsi e formasi … Leggi tutto

“CODING” una nuova literacy

Il  “coding”, ovvero utilizzare i linguaggi di programmazione, è considerato una nuova literacy del 21° secolo. Essa è indispensabile per un cittadino digitale che voglia essere non solo fruitore ma anche “creatore” della tecnologia che ogni giorno utilizza. Questo il messaggio dell’interessante articolo “Raising a Hacker: Cool Tools to Help Kids Learn to Code” pubblicato da Common Sense Media, un’organizzazione no-profit con sede a San Francisco che si occupa di educazione ai media e alla tecnologia.

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http://www.flickr.com/photos/breyten/

Perché è importante educare al coding?

Educare al coding è offrire agli allievi l’occasione di sviluppare importanti skill come il problem solving e il critical thinking. Consente di “lavorare”, in particolare, su alcune delle 8 competenze chiave contenute nella Raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente 

  • Competenza matematica e competenze di base in campo scientifico e tecnologico
  • Competenza digitale
  • Imparare a imparare
  • Senso di iniziativa e di imprenditorialità

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Gli studenti europei e-partecipano al dibattito con “Debating Europe”

Nella piattaforma Debating Europe è presente una sezione Schools progettata per consentire agli studenti di incontrare virtualmente i rappresentanti politici europei e porre loro quesiti.

L’obiettivo è stimolare il dibattito tra i giovani cittadini e “creare conoscenza” sulle attività dell’UE.

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“Digital Literacy and Citizenship Curriculum” un training on line

Attraverso il sito di Common Sense Media è possibile formarsi in modo gratuito sul tema “Digital Literacy and Citizenship”.

Cos’è Common Sense Media?

Common Sense Media (CSM) è un’organizzazione no profit, con sede a San Francisco, che si occupa di studiare ed educare giovani, genitori e docenti ad un uso competente dei media.

Fondata nel 2003 da Jim Steyer in 2003, Common Sense Media cura la recesione di libri, film, programmi televisivi, video giochi, app, produzioni musicali e siti web al fine di offrire una “guida ragionata alla fruizione”.

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Il corso “YouTube & Digital Citizenship” per una gestione competente dell’esperienza on line

Come fornire a studenti e docenti competenze utili e una visione complessiva rispetto ai comportamenti sicuri e responsabili nelle attività online?

È a questo quesito che YouTube risponde con il corso interattivo “Understanding YouTube & Digital Citizenship”, disponibile gratuitamente on line, rivolto agli studenti  (età 13+).

I contenuti

– Norme di YouTube
– Come segnalare contenuti su YouTube
– Come proteggere la loro privacy online
– Come essere membri responsabili della community di YouTube
– Come essere dei buoni “cittadini digitali”

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=vXw55E2JbPE&w=853&h=480]

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Crowdsourcing, la folla virtuale, la scuola

Il termine crowdsourcing  è stato utilizzato, per la prima volta, da Jeff Howe in un articolo apparso nel 2006 su Wired Magazine intitolato “The Rise of Crowdsourcing “.

Technological advances in everything from product design software to digital video cameras are breaking down the cost barriers that once separated amateurs from professionals. Hobbyists, part-timers, and dabblers suddenly have a market for their efforts, as smart companies in industries as disparate as pharmaceuticals and television discover ways to tap the latent talent of the crowd. The labor isn’t always free, but it costs a lot less than paying traditional employees. It’s not outsourcing; it’s crowdsourcing.

http://www.wired.com/wired/archive/14.06/crowds.html 

In cosa consiste, in concreto, il crowdsourcing?

La potenzialità del crowdsourcing si basa sul concetto che, siccome si tratta di una richiesta aperta a più persone, si potranno riunire quelle più adatte a svolgere determinate attività, a risolvere problemi di una certa complessità, e a contribuire con idee nuove e sempre più utili.

http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=F0-UtNg3ots&w=560&h=315]

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Se non ora, quando? Se non a scuola, dove?

Molte sono ancora le resistenze ad inserire tra gli argomenti di studio i social network e a favorirne, in classe, un uso guidato che possa consolidare negli allievi specifiche competenze comunicative, digitali e relazionali.

Perché?

Tra le diverse ragioni della chiusura dell’aula ai social network vi sono senza dubbio:

  • mancanza di competenze da parte dei docenti

La maggioranza dei docenti (digital immigrant) non è in possesso di competenze utili a “condurre” gli allievi nella conoscenza (non solo teorica) dei social network.

Diversi sono i docenti in rete…ma quanti sono in grado di progettare un’esperienza didattica in cui il discente possa imparare ad essere cittadino digitale?

  • timore di legittimare il nuovo

Nonostante le indicazioni europee e ministeriali, relative all’organizzazione dell’offerta formativa e del curriculum, aprano le porte al digitale, permane tra i docenti un certo timore a legittimare qualcosa che è profondamente diverso da ciò che, per tradizione consolidata, si studia sui banchi di scuola.

Sembra quasi che, LIM a parte, la tecnologia sia considerata qualcosa che gli allievi debbano abiurare all’atto dell’appello per potersi “seriamente” dedicare allo studio.

  • senso di “protezione”

È forte il sentimento di protezione  dei minori da eventuali pericoli legati ad una loro presenza in rete. Esso è condiviso da genitori e docenti ed è, in parte, dovuto alla consapevolezza di non poter vigilare in modo competente.

I docenti, inoltre, temono il carico di responsabilità che si andrebbe ad aggiungere a quelle, già numerose, che gravano sulle loro teste conducendo, anche solo virtualmente, gli allievi fuori dall’aula durante le ore scolastiche.

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Dal MIUR un progetto- concorso nazionale sull’Articolo 9 della Costituzione

«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione»

Art 9 Costituzione italiana

Il progetto-concorso nazionale “Articolo 9 della Costituzione. Cittadinanza attiva per valorizzare il patrimonio culturale della memoria storica a cento anni dalla Prima guerra mondiale” è organizzato dal MIUR dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con Fondazione Benetton Studi Ricerche, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Rai Educational, e con la partecipazione di: Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero per gli Affari Esteri, “Domenica” del “Sole24Ore”, Rai Radio3, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.

costituzione